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Created By Milena Bressan
Ricordo di un pittore
Un mese fa decedeva a
Solighetto, a 92 anni, il
cav.Emilio Fontana, una figura
particolarmente significativa di
artista cui il paese e la diocesi
devono molto.
Nel trigesimo dalla scomparsa lo
ricordiamo con questo profilo.
Emilio Fontana era nato il 26
marzo 1894.
Dal 1906 al 1911 e’ a Treviso dove
esercita l’apprendistato presso
una ditta di decorazioni e
frequenta la
scuola serale di
disegno. Sono
anni molto proficui
per la conoscenza
della materia e la
pratica dei colori.
Nell’autunno del
1911 lavora col pittore Gobis di
Motta nel palazzo dell’arch.
Rupolo a Caneva di Sacile. Negli
anni successivi collabora alla
decorazione delle chiese di
Fossalta di Portogruaro, San
Michele al Tagliamento, Santa
Lucia di Piave, Piavon e Castel
San Giovanni di Maniaco.
Dopo la parentesi bellica del primo
conflitto mondiale la sua attivita’ si
svolge a fianco dell’amico prof.
Giovanni Zanzotto .
Con lui decora negli anni
1919/24 la chiesa vecchia di
Soligo, quella di Rolle, di
Campobernardo e di Solighetto
che necessita anche della riparazione
dell’affresco del De Min, rovinato
dalle granate .
Sempre con Zanzotto nel ’25 e’ a
Bengasi a decorare ed affrescare
i saloni del municipio della citta’
sui bozzetti del prof. Guido
Cadorin.
Anche nei periodi successivi quella
della decorazione continua ad essere
la sua attivita’ prevalente .
Dal ’44 in poi decora e tinteggia i
palazzi dei conti Brandolini e le
chiese di Solighetto, Rolle,
Campea, Valmareno, Farro’,
Miane, Mosnigo, Sernaglia,
Soligo, e restaura il Castelletto
del conte Arrivabene .
E’ vastissima poi la sua attivita’ nel
campo dell’insegnamento.
E’ insegnante per 10 anni al
collegio Balbi Valier, per 15 al
collegio San Giuseppe di Follina,
per altri 10 ai corsi
complementari per apprendisti
di Pieve, dal 1926 al 1944 alla
scuola serale e festiva di disegno
e plastica di Pieve e dal ’45 al ’66
alla scuola serale di disegno per
artigiani e scuola di intaglio e
intarsio.
In altri campi ha sempre dato la sua
attiva collaborazione ad iniziative di
carattere sociale, ricreativo e
culturale.
Per dieci anni e’ stato consigliere
comunale, assessore e, per un
periodo minore, vicesindaco di
Pieve .
Assieme ad altri amici e’ stato
fondatore della Societa’ sportiva che
raccoglieva soci anche tra i fondatori
di altri paesi.
E’ sempre stato attivo protagonista
nella compagnia filodrammatica “ La
Malintesa “ di Solighetto, di cui e’
stato attore e regista , truccatore e
scenografo. Molti ricordano
ancora gli scenari che egli
preparava per ogni commedia e
per le operette che furono
rappresentate con Antonio
Bottari dopo la seconda guerra
mondiale.
Ha fatto parte anche della Banda
musicale di Solighetto e di Pieve.
Instancabile e determinante la sua
collaborazione nelle attivita’ di
carattere parrocchiale, soprattutto a
fianco dei parroci don Antonio Mazzer
e don Luigi Sartorello che nutrivano
per lui particolari stima e affetto .
Insignito dell’ordine dei
Cavalieri della Repubblica e
nominato Cavaliere di Vittorio
Veneto, riceveva anche dal
comune di Pieve una medaglia
d’oro per le sue molteplici
attivita’ soprattutto nel campo
artistico e della preparazione
professionale dei giovani.
Durante tutta la vita, assieme a quella
decorativa, ha sviluppato una vasta
attivita’ pittorica che lo ha visto attivo
fino alla soglia dei novant’anni.
Gran parte dei suoi quadri si
ispira, con una genuina e
spiccata sensibilità’ alla sua
terra, alle sue colline, alle cose
semplici della natura. Non c’e’
scorcio paesaggistico della zona
che non abbia ritratto con
mirabile passione ed entusiasmo
che danno ai suoi quadri una
nota di particolare suggestivita’.
Tratto saliente della sua
personalita’ e’ stata la modestia, a
volte perfino eccessiva, che lo ha
visto per tutta la vita lavorare
alacremente quasi nel silenzio per
la sua collettivita’ e a trascurare
quei contatti culturali che pure
gli avrebbero meritatamente
procurato prestigio e piu’ vasti
riconoscimenti in campo
artistico.
Ultimo tratto che ci piace
segnalare in questo breve profilo e’
il suo attaccamento alla famiglia
e ai suoi sei figli fra cui
Raffaello, che aveva continuato il
suo lavoro di decoratore, e che
moriva prematuramente a 46
anni. Emilio Fontana aveva
sposato nel 1921 Palmira Canori
di Brescia, scomparsa di recente,
con cui trascorse 62 anni di
matrimonio in un clima di affetto e
dedizione esemplare.
Emilio Fontana
Articolo dall’Azione del
25/01/1987