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Il Quartier del Piave, pur nella sua limitata ricchezza materiale, è sempre stato terreno fertile di artisti e di
cultori d'arte.
In particolare, il centro di Solighetto fu una fucina di uomini dotati di notevoli capacità creative nel settore dei mobili
artistici, nella scultura e nella decorazione.
Una delle più note figure che emerge in questo campo, è lo scultore Attilio Fontana, la cui età sta ormai toccando
il traguardo delle 80 primavere.
Pochi giorni fa, ci è capitato di sorprenderlo tutto solo, nel suo piccolo laboratorio
di Solighetto, ancora le prese con quei ferri che da 65 anni rispondono obbedienti
ad ogni più leggero impulso delle mani abilissime.
Come il nonno Davide e il padre Romano, dai quali apprese la difficile
arte dell'intaglio,
Attilio Fontana, resta un fedelissimo cultore ed interprete degli stili di
un impegnativi e più ricchi dei 400 alle 700.
Sfogliando l'album delle fotografie, ne abbiamo ricevuto la piena conferma; sono
infatti passati sotto il nostro sguardo ammirato gli arredamenti matrimoniali
dei compianti Busolli di Pieve di Soligo, le camere eseguite per i nipoti
Raffaello e Giannetto Fontana, abbellite con preziosi pannelli raffiguranti voli
d'angeli e non ultimi i mobili in stile che arredano la villa della celebre
soprano Toti dal Monte, ha Barbisano.
Una fotografia, ormai alquanto sbiadita dal sovrapporsi degli anni (porta la
data del 1910) raffigurava un magnifico bozzetto in pietra.
L'opera molto apprezzata era stata eseguita alla Regia Accademia delle Belle Arti di Venezia; essa oltre ad
assicurare all'artista di Solighetto il diploma di scultore, gli meritò anche, da parte della stessa accademia, una
medaglia d'argento.
Da qui ebbe inizio una lunga attività che il Fontana esplicò maggiormente nell'arte decorativa e statuaria,
eseguendo numerose opere decorazioni scultoree della cappella nella villa Toti dal Monte, la bellissima statua di
Sant'Antonio nella stessa cappella, la statua della Madonna, alta un metro e settanta, nella parrocchiale di Rolle,
le due statue di santi sulla facciata della Chiesa di Barbisano, altre due nella cappellina del Matterazzo a Falzè
di Piave (le opere murarie solo di Giovanni De Vecchi), poi diversi ritratti, teste, busti.
Fra questi ultimi il busto in marmo della contessa Amelia De Reali di Dosson.
In collaborazione con lo zio, Paolo Possamai, eseguite tutte le statue alloggiate all'interno e sui pinnacoli
esterni del Tempio monumentale di Pieve di Soligo, la statua del vescovo Sigismondo Brandolini Rota,
nella chiesa di Solighetto, il simulacro di San Rocco, nella omonima chiesa di Conegliano e l'elencazione
potrebbe continuare ancora a lungo, ricordando altari e opere decorative in molte chiese del Quartier del Piave
e della Provincia.
Però non possiamo passare nel silenzio l'impareggiabile collaborazione fornita dallo scultore Attilio
Fontana al cugino prof. Giovanni Possamai, nella esecuzione di gruppi bronzei assai ammirati come il
monumento della vittoria a Pieve (purtroppo distrutto dai nazifascisti), il monumento degli arditi a Falzè di
Piave, il monumento ai Caduti a Covolo, il medaglione raffigurante Amilcare Meneghel, padre di Toti dal
Monte, nel cimitero di Soligo, e infine il maestoso gruppo della Pietà, sopra l'altare maggiore di Pieve di
Soligo.
Ma l'instancabile operosità artistica del Fontana non si esaurì nella scultura; essa trovò modo di espandersi nel campo della
formazione artistica e professionale dei giovani.
Diresse infatti col fratello Cav. Emilio Fontana un proprio laboratorio artigiano, avviando gli apprendisti
alla lavorazione dei mobili in stile; alcuni noti titolari di fiorenti industrie della zona come Alfredo
Battistella e Domenico Dalla Stella lo ha ebbero ha prestato maestro.
Al suo attivo inoltre stanno anche ben tre decenni di insegnamento presso la scuola serale di disegno per
artigiani di Pieve di Soligo, dove diresse i corsi di plastica di intaglio.
Egli servì pure la Patria come artigliere sui fronti del Carso e degli Trentino.
Nell'immediato dopoguerra fu, per alcuni anni, stimato consigliere comunale.
Figure così nobili che tanto contributo hanno dato all'arte, al paese e alla scuola, meritano d'essere
maggiormente ricordate e additate come esempio dei giovani.
Il breve ritratto dello scultore Attilio Fontana da noi abbozzato vuol essere un modesto omaggio alle l'uomo e all'artista, nel
suo ottantesimo compleanno.
Gli ottant'anni di Attilio Fontana
lo scultore ed educatore di Solighetto
Articolo dal Gazzettino 1964